L'app per filmmaker creata da un filmmaker.

Mi chiamo Samuel e dal 2023 lavoro come regista e sceneggiatore freelance.
La mia passione per il cinema è nata da piccolo, guardando le videocassette insieme alla famiglia. Crescendo mi sono appassionato anche ai computer, imparando a programmare. Mi sono laureato in informatica nel 2021 all'Università degli Studi di Udine; in parallelo studiavo da autodidatta i principi del linguaggio cinematografico e le strutture drammaturgiche, seguendo anche corsi di alta formazione. Il cinema non mi aveva mai abbandonato, e durante l'università mi sono reso conto che il desiderio di condividere le mie storie si faceva sempre più forte: così decisi di provare a entrare in quel mondo. Mi sono trasferito a Roma nel 2022 per concludere il mio percorso di studi all'accademia di cinema, dove mi sono diplomato come regista e sceneggiatore.
Dopo l'accademia mi sentivo perso, un po' come tutti quando finiscono gli studi e devono confrontarsi con il mondo del lavoro. Decisi subito che volevo lavorare da freelance, per avere più libertà possibile. Cominciai dal basso, come collaboratore ai testi per diversi docu-film trasmessi in prima serata sui canali Rai. La mia occasione è arrivata nel 2024, quando sono stato chiamato come sceneggiatore per il documentario «Juventus — Primo Amore», prodotto da Lux Vide. Nel frattempo seguivo e organizzavo anche progetti personali, realizzando due cortometraggi.
Oltre a lavorare con case di produzione più strutturate, spesso mi è capitato di collaborare con realtà indipendenti in cui l'organizzazione di un progetto era affidata a un team ristretto. Per gestire la pre-produzione queste persone usavano diversi strumenti, digitali e non: Excel, Drive, chat di gruppo, email, centinaia di fogli di carta evidenziati con colori diversi. E ogni casa di produzione aveva il suo metodo di organizzazione: per un filmmaker freelance questo significa doversi adattare ogni volta, perdere tempo per capire come vengono gestite le varie fasi, scaricare e imparare programmi nuovi.
Ho avuto anche un'esperienza diretta con i progetti personali, nel mio caso cortometraggi e documentari. Facevo gli spogli della sceneggiatura a mano, ricopiando ogni elemento in una tabella, e creavo un foglio per ogni capo reparto. Condividevo la lista dei props con lo scenografo, lui me la rimandava aggiornata con i costi, io la modificavo e gliela rinviavo. Lo stesso «invia, correggi, rimanda» valeva per tutti gli altri reparti. La costumista e il location manager invadevano la chat con centinaia di foto, che io trasferivo sul Drive, dove associavo ogni costume all'attore giusto e dividevo le immagini per location. Cercavo di essere il più organizzato possibile, ma qualche informazione si perdeva inevitabilmente per strada.
Allo stesso tempo dovevo organizzare gli shooting e verificare i costi della lista attrezzatura e del catering: fortunatamente avevo dei colleghi che lavoravano in produzione a darmi una mano. Per un singolo progetto usavo una decina di tool e spesso perdevo tempo a ricopiare le stesse cose per reparti diversi. Avevo decine di cartelle su Drive e non ricordavo più in quale avevo messo un certo documento. Se cambiava una scena ero costretto a modificare singolarmente tutti i fogli di produzione: il piano di lavorazione, il preventivo, le schede dei reparti. Avevo trovato dei programmi per gestire il workflow della pre-produzione, ma erano fuori dalla mia portata e soprattutto studiati per il mercato anglosassone. Feci scaricare Notion a tutti i miei collaboratori: un'applicazione davvero utile, ma ho perso molto tempo a insegnare come usarla.
Sentivo il bisogno di un unico strumento, creato apposta per i progetti audiovisivi, con cui gestire ogni fase della pre-produzione; ma soprattutto di un programma che velocizzasse il processo, evitandomi di ricopiare le stesse cose dieci volte. Anche amici registi e produttori sentivano lo stesso bisogno. Ci siamo resi conto che i progetti indipendenti, oltre alle classiche difficoltà che tutti conosciamo, incontrano anche questi piccoli impedimenti. Per la grande industria avere software dedicati al workflow è lo standard; per l'indipendente non è così: deve cercare sempre alternative, e spesso ci rinuncia per mancanza di fondi o di tempo.
Così ho deciso di rispolverare la mia vecchia laurea in informatica e provare a crearmi la mia piattaforma, per gestire i miei progetti in modo più comodo e veloce. Ho impiegato quasi un anno a realizzare l'applicazione, facendomi aiutare dai miei vecchi colleghi e dall'intelligenza artificiale. Volevo un design semplice e intuitivo che però raggruppasse tutto quello di cui un filmmaker o una produzione possono aver bisogno per gestire un progetto audiovisivo, e sono convinto che con il tempo possa migliorare ancora.
L'ho strutturata a moduli: ogni modulo è una fase o un reparto, e volevo soprattutto che si potesse condividere un singolo modulo o l'intero progetto con un collaboratore, per semplificare la comunicazione tra reparti e colleghi. Se vuoi vedere come si tengono insieme, l'ho raccontato per intero in come funziona Riprea.
Dopo centinaia di prove e fallimenti è nato Riprea: l'app per filmmaker creata da un filmmaker. Adesso voglio condividerla anche con gli altri, con la speranza di offrire un servizio utile al mondo indipendente.
Se vuoi conoscere i miei progetti puoi dare un'occhiata al mio portfolio e al mio profilo Instagram.