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Ordine del giorno (ODG): cos'è, chi lo prepara e come si fa

Cos'è l'ordine del giorno sul set, chi lo prepara, cosa deve contenere e come si compila senza riscrivere dati che hai già nel piano di lavorazione.

18 agosto 2026 · 6 min di lettura

L'ordine del giorno è il foglio che venti persone leggono prima di uscire di casa. Se sbagli un orario non sbagli un documento: sbagli la mattina di tutti.

Cos'è l'ordine del giorno

L'ordine del giorno — ODG, o call sheet nella terminologia anglosassone — è il documento che ogni reparto riceve la sera prima delle riprese. Copre una sola giornata e dice tutto quello che serve per presentarsi al posto giusto, all'ora giusta, con le cose giuste. È l'unico documento che leggono davvero tutti: attori, macchinisti, produzione, trucco.

Non è un riassunto del piano di lavorazione. Il piano dice quali scene si girano il 29 settembre; l'ordine del giorno dice come si gira quel 29 settembre: a che ora si convoca, in che ordine si va in campo, chi passa in trucco alle 7:35, chi porta il quaderno della scena 6. Il piano è la mappa dei mesi, l'ODG è la giornata.

Chi lo prepara

Nella prassi italiana il giro è questo: l'ispettore di produzione predispone l'ordine del giorno a fine giornata, insieme al regista, sulla base di quello che si è effettivamente chiuso; l'aiuto regista lo redige e lo controlla per la parte di convocazione di troupe e cast; il direttore di produzione lo approva e lo firma, ed è la firma che lo rende esecutivo. Nella filiera anglosassone il call sheet è responsabilità del 1st AD e lo compila materialmente il 2nd AD, che è anche quello che calcola gli orari del cast.

Su una produzione indipendente queste tre teste sono spesso la stessa persona, a volte il regista stesso. Il giro non cambia: qualcuno raccoglie, qualcuno controlla, qualcuno si prende la responsabilità di mandarlo.

Cosa contiene

La struttura è consolidata e cambia poco tra una produzione e l'altra.

Testata

Titolo del progetto, numero progressivo dell'ODG, data e numero della giornata di lavorazione, produzione e regia, contatti dell'ufficio produzione. Su un set con più unità il numero dell'ODG è ciò che evita di lavorare sulla versione sbagliata.

Orari della giornata

Convocazione, pronti a girare, eventuale spostamento tra location con orario, pausa pranzo, fine riprese e fine lavorazione. Fine riprese e fine lavorazione non sono la stessa cosa: dopo lo stop servono ancora ore per smontare, e se non le scrivi nessuno le mette in conto.

Location e logistica

Indirizzo completo con link alla mappa, campo base artisti e tecnici, dove si parcheggia, dove si trucca. Se la giornata prevede due location vanno indicate entrambe, con l'orario dello spostamento. Nei call sheet anglosassoni qui stanno anche le previsioni meteo, con alba e tramonto, e l'ospedale più vicino: due informazioni che vale la pena copiare comunque.

Programma della giornata

È il cuore del documento: le scene — o le singole inquadrature, se si lavora per setup — nell'ordine in cui verranno girate. Per ogni riga servono numero di scena, interno/esterno, giorno/notte, set, sinossi in una riga, attori coinvolti, indicazioni di macchina e note audio.

L'ordine non è quello della sceneggiatura: si gira per location, per luce e per disponibilità del cast. Le righe di stacco — cambio set, pausa pranzo — restano visibili nel programma, perché segnano il ritmo reale della giornata.

Convocazione cast

Per ogni attore: ruolo, scene del giorno, pick up, arrivo sul set, costumi, trucco e ora in cui deve essere pronto. Sono orari diversi e si calcolano a ritroso partendo dal momento in cui serve in campo. Comparse e figurazioni speciali vanno in una tabella separata, con il numero di persone e come devono presentarsi.

Convocazione troupe e avvisi

La troupe divisa per reparto con il proprio orario, il fabbisogno di ciascuno — props, costumi, trucco, sonoro, macchinisti, elettricisti, SFX, VFX — le note di regia e produzione, i contatti di emergenza.

Quando si manda

La sera prima, dopo che la giornata in corso ha confermato quali scene si sono davvero chiuse. Un ODG mandato a metà pomeriggio verrà quasi certamente rifatto, e due versioni in circolazione sono peggio di un invio tardivo. Se una modifica arriva dopo l'invio, si rimanda il foglio con un numero di versione nuovo e lo si dice esplicitamente.

Se una informazione non è nell'ordine del giorno, sul set semplicemente non esiste.

Come si compila senza riscriverlo da zero

Il grosso dei dati di un ODG esiste già altrove. Le scene vengono dallo spoglio, con il loro interno/esterno e giorno/notte. Gli attori vengono dal casting, con il ruolo che interpretano. Gli indirizzi vengono dalle schede location. Gli orari, le scene della giornata e il fabbisogno vengono dal piano di lavorazione. Il lavoro davvero nuovo è poco: l'ordine delle inquadrature, gli orari a ritroso del cast, le note del giorno.

Il metodo, quindi, è non partire mai da un foglio bianco: parti dalla giornata del piano di lavorazione e riempi solo quello che il piano non sa.

Gli errori che si pagano al mattino

  1. 1Un solo orario per tutti: se trucco e costumi hanno bisogno di quarantacinque minuti, l'attore non può essere convocato insieme alla troupe
  2. 2Fine riprese usata come fine lavorazione, e si sfora ogni sera
  3. 3Indirizzo senza link alla mappa: il tempo perso a cercare un ingresso secondario è tempo di ripresa
  4. 4Programma copiato in ordine di sceneggiatura invece che in ordine di ripresa
  5. 5ODG senza numero di versione: se cambia qualcosa alle 22, nessuno sa quale sia quello valido

Con che cosa lo fanno gli altri

Le produzioni strutturate lavorano con software di pianificazione professionali — Movie Magic Scheduling di Entertainment Partners è quello che l'industria considera lo standard — dove il call sheet nasce dallo scheduling e viene distribuito da piattaforme collegate. Funzionano, ma sono pensati per quella scala: abbonamenti in dollari, interfacce in inglese, nomenclature e formati che vanno riadattati, e un tempo di apprendimento che ha senso se hai un reparto produzione che li usa tutti i giorni.

Sotto quella soglia succede l'opposto: Word, Excel, un vecchio ODG di un altro film riaperto e riscritto sopra. Funziona anche quello, finché la giornata non cambia alle otto di sera.

Dove entra Riprea

Riprea sta in mezzo: fa nascere l'ordine del giorno dai dati che hai già messo altrove, nel formato e nel lessico con cui la troupe è abituata a leggerlo. Parti da una giornata del piano di lavorazione e l'ODG arriva già compilato — data, orari, indirizzo, programma delle scene nell'ordine del piano, spostamenti al posto giusto, sinossi, interno/esterno e giorno/notte. Gli attori delle scene diventano le righe della convocazione cast, ognuna con il ruolo recuperato dal casting. Props e costumi di quelle scene diventano il fabbisogno del giorno, smistato ai reparti.

Quello che il piano non sa te lo chiede la creazione guidata, una domanda alla volta: i sei orari, i campi base, gli orari a ritroso di ogni attore, le comparse, la troupe reparto per reparto. E se dopo modifichi quella giornata nel piano, l'ODG te lo segnala invece di restare indietro in silenzio. Alla fine esce in PDF, pronto da allegare.

Come Riprea collega spoglio, casting, reparti, budget, piano di lavorazione e ordine del giorno, con gli screen dell'app.

Leggi come funziona Riprea

In breve

Un ODG fatto male non è un problema di forma: è mezz'ora persa al mattino, un attore convocato troppo presto, un oggetto di scena che nessuno ha portato. Un ODG fatto bene fa risparmiare tempo a venti persone insieme, e costa poco se i dati che contiene non li stai scrivendo per la quarta volta.

Riprea è in Beta: 50 posti con tutte le funzioni del piano Team.

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