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Pre-produzione

Spoglio della sceneggiatura: cos'è, come si fa, a cosa serve

Lo spoglio della sceneggiatura scena per scena: cosa segnare per ogni reparto, con che metodo, e come smettere di ricopiare tutto su fogli diversi.

25 agosto 2026 · 6 min di lettura

Una sceneggiatura è una storia. Una produzione ha bisogno di una lista della spesa. Lo spoglio è il passaggio che trasforma la prima nella seconda, e tutto quello che viene dopo — preventivo, piano di lavorazione, ordini del giorno, liste dei reparti — nasce da lì.

Cos'è lo spoglio e perché è fondamentale

Lo spoglio della sceneggiatura — script breakdown — è l'operazione con cui si smonta il copione in elementi produttivi: chi serve, cosa serve, dove, quando. Si legge scena per scena e si segna tutto ciò che qualcuno dovrà procurare, costruire, noleggiare, convocare o pagare.

È la fase in cui una produzione decide, di fatto, quanto costerà e quanto durerà. Non perché lo spoglio faccia i conti, ma perché è l'unico documento che contiene davvero tutti gli elementi: un preventivo costruito su uno spoglio incompleto è un preventivo sbagliato, e te ne accorgi in ripresa.

Si fa più di una volta e da più persone. Il produttore o il direttore di produzione ne fa uno preliminare per stimare il costo e presentare il progetto. L'aiuto regista ne costruisce uno completo, che diventa la base del piano di lavorazione. Poi ogni capo reparto ne ricava il proprio, guardando solo quello che riguarda lui.

Ogni scena parla a un reparto diverso

Questa è la cosa da capire per non trattare lo spoglio come un adempimento. Prendi una scena di sei righe: interno, bar del paese, sera. Mara, il grembiule a quadri ancora addosso, medica il graffio sulla fronte di Nina. Laura la abbraccia. Sul bancone, il quaderno aperto.

Sei righe, quattro reparti. Il grembiule a quadri è un costume, e qualcuno deve cercarlo, noleggiarlo o cucirlo. Il graffio sulla fronte è trucco, e il trucco deve sapere in quali scene c'è e in quali no, perché la continuità è sua. Il quaderno è un prop, ed è lo stesso quaderno di altre due scene: se non lo segni tutte le volte, il giorno in cui serve non c'è. Il bancone, i bicchieri, le bottiglie dietro sono scenografia. E poi ci sono tre attrici da convocare, un bar da trovare e da liberare di sera, e le comparse che riempiono le sedie.

Moltiplica per ottanta scene. Lo spoglio è il posto dove tutta questa roba viene segnata una volta e ritrovata quando serve; senza, resta sparsa dentro il copione, e ogni reparto deve rileggersi il film per estrarre la sua parte.

Numerare le scene, prima di tutto

Prima di segnare qualsiasi elemento serve una lista di scene stabile: numero, interno o esterno, luogo, giorno o notte. È l'indice a cui tutti i documenti faranno riferimento per i mesi successivi, ed è la cosa che non deve più cambiare.

Attenzione alle intestazioni composte: INT./EST. e EST./INT. sono scene singole che cambiano ambiente a metà e vanno contate una volta sola. Se la numerazione salta qui, salta in ogni documento a valle. Se il copione viene rinumerato dopo che lo spoglio è partito, le scene aggiunte prendono una lettera — 14A, 14B — invece di far scalare tutte le altre.

Le categorie

Le categorie standard sono una ventina, ed è utile usare i nomi consueti anche quando lavori da solo: il documento prima o poi passa a qualcun altro.

  • Personaggi, comparse e figurazioni
  • Costumi, trucco e acconciature
  • Set dressing, cioè l'arredamento, e props, gli oggetti di scena maneggiati dagli attori
  • Veicoli, animali e i loro handler
  • Stunt e azioni pericolose
  • Effetti speciali fisici, effetti ottici e visivi
  • Musica, suono e attrezzature speciali
  • Verde di scena e location

Props o set dressing?

La distinzione pratica è semplice: se un attore lo prende in mano è un prop, se sta lì a comporre l'ambiente è set dressing. Un telefono sul tavolo che nessuno usa è arredamento; lo stesso telefono, se qualcuno risponde, diventa un prop — e passa sotto la responsabilità di un altro reparto, con un'altra persona che deve procurarlo.

Il metodo: una scena alla volta, senza saltare

  1. 1Leggi la scena una prima volta per intero, senza segnare niente
  2. 2Rileggila segnando solo quello che è scritto esplicitamente
  3. 3Aggiungi in nota gli elementi impliciti: una scena in cucina alle sette del mattino ha bisogno di una colazione in scena anche se il copione non la nomina
  4. 4Segna i dubbi invece di risolverli da solo: le domande al regista si fanno in blocco, non una alla volta

Il passaggio che fa la differenza è la ripetizione: un elemento che compare in dodici scene va segnato in tutte e dodici. Non è pedanteria, è il conto delle giornate di noleggio e delle giornate di presenza dell'attore. Se il quaderno è segnato in due scene su tre, il giorno della terza non lo porta nessuno.

Sulla misura delle scene la convenzione è gli ottavi di pagina: ogni pagina si divide in otto, e la lunghezza di una scena si scrive in ottavi. Serve a stimare quanto sta in una giornata, e conviene affiancarla al conto dei setup, che è più vicino a come si consuma davvero il tempo.

Il problema vero: la ricopiatura

Fin qui, niente di complicato. Il tempo non se ne va nel ragionare: se ne va nel trascrivere.

Su una produzione senza strumenti succede questo. Fai lo spoglio a mano sul copione, con i colori. Poi apri un foglio per i costumi e ricopi i costumi. Poi uno per i props e ricopi i props. Poi uno per il trucco. Poi mandi ogni foglio al suo capo reparto. Poi costruisci il piano di lavorazione e ricopi le scene e gli attori. Poi, ogni sera, fai l'ordine del giorno e ricopi gli stessi nomi un'altra volta. Su un lungometraggio uno spoglio completo fatto così porta via in genere una settimana piena, e la settimana non è di ragionamento: è di trascrizione.

Il prezzo non è solo il tempo. È che quelle copie invecchiano ognuna per conto suo. Cambi l'attrice della scena 7 e devi ricordarti di correggerla in cinque posti; quella che dimentichi diventa una persona convocata per una scena che non gira più, o non convocata per una in cui c'è.

Farlo con uno strumento

Un software di spoglio serve esattamente a questo: segnare una volta e ritrovare l'elemento ovunque serva.

In Riprea carichi la sceneggiatura in PDF. Le scene vengono lette dalle intestazioni — struttura del testo, non intelligenza artificiale, e il copione non viene mandato a servizi esterni — tu le controlli e le confermi. I personaggi che parlano vengono elencati con le loro scene, e li aggiungi allo spoglio tu, dopo aver corretto nomi e presenze: Riprea li propone, non li dà per buoni.

Poi lavori sul testo: selezioni il grembiule a quadri, scegli la categoria, e l'elemento entra nello spoglio agganciato alla sua scena, con tutte le volte che quella parola compare in quella scena. Da lì i costumi si ritrovano nel modulo Costumi, i props in Props, gli oggetti d'ambiente in Scenografia, il trucco in Make up, e ogni scheda nasce già con il nome e le scene. I personaggi passano al Casting, e quando confermi un interprete quel nome diventa disponibile nel cast, nel piano di lavorazione, nell'ordine del giorno e nel budget.

Il foglio da mandare al capo reparto resta: ogni modulo si scarica e si stampa. Solo che non lo ricopi, lo esporti — e se cambia qualcosa, cambia in un posto solo.

Come Riprea collega spoglio, casting, reparti, budget, piano di lavorazione e ordine del giorno, con gli screen dell'app.

Leggi come funziona Riprea

In breve

Lo spoglio è il momento in cui decidi quanto ti costerà il film e quante volte riscriverai le stesse cose nei mesi successivi. Sul primo puoi fare poco. Sul secondo sì.

Riprea è in Beta: 50 posti con tutte le funzioni del piano Team.

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